giovedì 3 marzo 2011

Chiang Mai e i suoi Templi

Appena arrivati alla stazione veniamo subito attirati dalle facili prenotazioni alberghiere. Un po' diffidenti ci avviciniamo timidi timidi al bancone del booking e cominciamo ad informarci. Mettiamo subito le cose in chiaro: prima si visiona la camera e poi si decide se prenderla o meno. Ci furono poche o nulle discussioni, la stanza, e in generale l'hotel, andavano più che bene, tutto pulito, economico (10 euro a notte per camera), provvisto di piscina e personale cordiale.
Una doccia veloce, dopo due giorni ci vuole, e poi partiamo alla scoperta della città.
Nascosta tra le basse colline ai piedi delle montagne della Thailandia settentrionale, Chiang Mai è una città di artigiani, di professori, di studenti universitari, di appassionati di cultura. Qui la vita è più semplice che nel reticolo urbano di Bangkok.
In un solo giorno (purtroppo) condensiamo la visita della città passando continuamente dal sacro (templi) al profano (shopping e massaggi).
Il Wat Phra Singh è il tempio più visitato di Chiang Mai e fu costruito nel 1345. Il Wihan Lai Kham è la principale attrazione del complesso e conserva la statua più venerata della città, il Buddha Phra Singh.


Il Wat Phra Singh. 2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
All'interno del Wat è presente un'importante scuola di monaci. Quando i ragazzi thailandesi hanno circa 10 anni vengono mandati spesso dai genitori in questa scuola sopratutto per porre rimedio al problema del mantenimento: lo stato infatti si assume tutti i costi relativi all'istruzione, al vitto e all'alloggio degli studenti.

2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati


Ci spostiamo al Wath Phan Tao considerato uno dei tesori meglio custoditi di Chiang Mai. Realizzato interamente con pannelli in teak sagomati e incastrati l'uno nell'altro, è sostenuto da 28 gigantesche colonne anch'esse in teak. All'interno alcune statue del Buddha in legno dorato.
Scatti fotografici a fiume, lo stupore difronte a cotanto fascino non è descrivibile. Ma ormai si è fatto pomeriggio tardo e cominciamo ad accusare una leggera stanchezza, allora complice un improvviso acquazzone, ci rifugiamo in una piccola spa per un rilassante massaggio ai piedi. Ci addormentiamo entrambe. E questo ci fa ricordare che in fin dei conti siamo pur sempre in vacanza.Dopo molte consultazioni pratiche e teoriche sul possibile tour da acquistare per girare la parte settentrionale e meno battuta della Thailandia, optiamo per una guida privata: Tom.
Ceniamo velocemente in un ristorante senza gloria ne infamia e poi ci dirigiamo diretti al famoso Night Bazar, ansiosi di spendere e di trattare con i commercianti, a volte anche allo stremo delle forze. Portiamo a casa zaini, cuscini, pantaloni, notes in carta di riso, album fotografici tradizionali, braccialetti, magliette e anche un bel kimono thailandese!


I braccini corti al Night Bazar


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mercoledì 2 marzo 2011

Ayutthaya, la città dei cani

Il treno del terzo mondo per Ayutthaya parte con 30 minuti di ritardo dalla stazione di Hualamphong.
Ayutthaya ci accoglie con la medesima afa-umidità di Bangkok; dovremo attendere di essere al nord per poter godere di quella piacevole brezza di montagna.

Wat Phra Mahathat
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati

La stazione di Ayutthaya
Ayutthaya, centro secolare del potere asiatico, oggi offre una parziale testimonianza del suo glorioso passato. Finora è rimasta relativamente indenne dal forte afflusso turistico e gode di un suo fascino particolare, ma la contiguità con Bangkok ne fa una tappa obbligata per i viaggiatori diretti a nord.
Ma Ayutthaya è anche la città dei cani. Tantissimi, spesso aggressivi, incuranti delle auto, delle persone, mai ne vidi di così pulciosi e sporchi.
Noleggiamo una bicicletta appena fuori dalla stazione, ci sobbarchiamo la fatica di caricarla sul traghetto pagando anche il sovraprezzo, ignari che appena scesi dal battello avremmo trovato numerosi e senz’altro più economici altri “rent”. Grrr che rabbia!!!! L'esperienza insegna.
Visitiamo Ayutthaya girando in bicicletta. Sudiamo, ridiamo e sudiamo. E ci divertiamo.
Capitiamo per caso in un tempio poco visitato e fuori dalle rotte turistiche, il Wat Suwan Dararam, una mescolanza di stili architettonici thailandesi. Poi sulla scia di altri ciclisti arriviamo al più frequentato Wat Phra Mahathat dove incastonato in un secolare intrico di radici di un albero si trova la testa di un Buddha. Nessuno sa come la testa sia finita lì ma secondo la leggenda venne abbandonata in seguito al saccheggio di Ayutthaya da parte dei Birmani e le radici degli alberi gli crebbero poi intorno.


La testa del Buddha incastonata in un albero secolare.
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martedì 1 marzo 2011

Il magico mondo del MBK di Bangkok

Giornata di shopping e per questo esiste una sola parola a Bangkok: MBK, il tempio dello shopping! Sette piani di paradiso, o inferno se non siete amanti del genere. Ai piani alti si trovano i ristoranti, di tutti i gusti, nazionalità, tasche. Scendendo si trova il reparto per la casa, l’abbigliamento, l’elettronica (che occupa da solo un piano intero), i negozi di scarpe, e milioni ma milioni di cianfrusaglie varie. È come essere nel paese dei balocchi dove è molto facile entrarvi ma cosa assai ardua riuscire ad uscire, nel senso pratico della parola stessa.
Passiamo così, in modo superficiale ma divertente gran parte della giornata, poi con lo Skytrain, mezzo pulito e affidabile, ci dirigiamo nella zona di Sukumvit dove anche li troviamo miriadi di bancarelle, ristoranti a cielo aperto, centri di massaggio alquanto ambigui...
Troviamo molte difficoltà a trovare tassisti che leggano la scrittura occidentale, praticamente impossibile trovarne uno che parli inglese! Solo l’ultima sera, giunti in albergo ci accorgiamo che l’hotel metteva a disposizione dei suoi ospiti comodi biglietti da visita con le indicazioni precise con tanto di mini cartina in thailandese e in inglese. Per fortuna non siamo stati truffati ed esiste ancora qualche buon tassista onesto.

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lunedì 28 febbraio 2011

Benvenuti a Bangkok, la città degli angeli

Alle 9 di mattina il carattere è messo già a dura prova: le indicazioni sono poco chiare, la lingua e la simbologia thailandese non aiutano, l’umidità e il calore salgono e la pazienza scende. Io sbrigativa e insofferente, Sebastiano confuso e spaesato: primo mini litigio della vacanza. Ma l’amore trionfa sempre!


2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati

Gran Palace a Bangkok 
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Gran Palace a Bangkok
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Prendiamo tutti i mezzi pubblici e non: metro, skytrain, battello, taxi. C’imbattiamo nelle vie del mercato degli amuleti, tutte le bancarelle vendono più o meno le stesse cianfrusaglie, tutte le strade hanno lo stesso odore/puzza (dipende dai punti di vista).
La meta prefissata, il Wat Phra Kaew con l’annesso Palazzo Reale, è raggiunta. Il Wat Phra Kaew, meglio conosciuto come Tempio di Smeraldo, è considerato il più sacro tempio (Wat) buddhista in Thailandia. Si trova nel centro storico di Bangkok. È un complesso di edifici religiosi, ed è una delle quattro parti in cui si divide il complesso del Grande Palazzo Reale. All'interno del suo tempio principale è custodita la sacra statua del Buddha di Smeraldo che che teoricamente non si potrebbe fotografare. Appunto teoricamente, perchè io ci sono riuscita dall'esterno. La piccola statua è collocata su un altare sopraelevato ed è a malapena visibile tra le decorazioni dorate, ma sempre coperta da abiti regali, uno per ogni stagione (calda, fredda e delle piogge) che vengono cambiati all'inizio di ogni stagione dal re (o dal principe ereditario) nel corso di una solenne cerimonia.
Visitiamo il Wat in esemplare silenzio, lo osserviamo da tutti i lati possibili e in tutte le sue sfumature. Ci togliamo e rimettiamo in continuazione le scarpe, nei templi si entra scalzi o tutt’alpiù con i calzini.
All'interno dell'edificio del Palazzo Reale il visitatore non può entrare fatta eccezione per alcune anticamere, ed è un vero peccato perchè probabilmente ci siamo persi un gran bel pezzo di cultura thailandese.
Passiamo con rapidità tra un Wat e l’altro per finire il giro culturale nel tempio del Buddha reclinato (Wat Pho). Lungo il percorso per ammirare il Buddha reclinato c’è la possibilità di fare delle offerte ai monaci; 20 Bath divisi in 100 centesimi per poter mettere una monetina in ogni singola ciotola. Ogni ciotola rappresenta una diversa destinazione dell’offerta (per i monaci, per la pulizia, per il cibo ecc...). Tutto il tempio risuona di un gradevole scintillio! E dire che una gentile signora che ci aveva abbordati fuori dal Palazzo Reale ci aveva altamente sconsigliato di dirigersi in questo tempio: “Ragazzi a quest’ora i monaci stanno pregando, andate al parco Dusit (ndr comunque bellissimo) con il mio tuc tuc”.  Per fortuna che tra i due viaggiatori ce n’è una molto diffidente.

Tempio del Buddha reclinato a Bangkok2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Seba al tempio del Buddha reclinato
Dopo un pomeriggio cocente e affaticante ci meritiamo un bel massaggio, che tutto è meno che rilassante! Un’ora sotto le mani, e le gambe, e i piedi di due abili massaggiatori della scuola ufficiale di Massaggio di Bangkok ci rimette in sesto. Seba russa, io gemo di dolore, ogni tanto si sente qualche ossicina schricchiolare, segno di anni e anni passati in piena inattività fisica. Ma l’atmosfera e la musica invogliano al relax e chiudendo gli occhi posso ancora sentire gli uccellini cinguettare.
Maciniamo ancora chilometri e chilometri alla ricerca di un ristorante dove cenare. Sotto la buona stella della nostra fedele guida giungiamo al celeberrimo Racanawi Samosorn. La gente del posto viene qui per la vista sul fiume e per i gustosi ed economici piatti di pesce e frutti di mare. L’unico neo è che non essendo proprio un ristorante turistico il personale parla poco, anzi pochissimo e male l'inglese e risulta abbastanza difficile farsi capire anche per avere una semplice bottiglia di acqua gasata.
Non ancora esausti dalla giornata pregna di eventi non vogliamo perderci nulla e decidiamo di recarci a Patpong, la zona più vitale e popolata per la nightlife di Bangkok. In realtà poi la stanchezza ci farà pentire di esserci imbattuti in un proliferare di gente, odori e rumori. Per chi ama il genere vacanza sessuale o trasgressiva o comunque viene in Thailandia con unico scopo il divertimento, allora sì, questo è il posto giusto per voi. Infatti noi non ci siamo trovati troppo a nostro agio passeggiando sulla via principale dove i pr ti impongono (sì proprio così perchè te lo sbattono davanti alla faccia) il loro menù con i vari "pussy" spettacoli...
Una corsa in tuk tuk fino all’albergo, una doccia calda. Smog e stanchezza sono gli ultimi ricordi della giornata. E domani si ricomincia.



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domenica 27 febbraio 2011

Dormire a soli 17 euro a notte in 2! A Bangkok si può!

Quando mi svegliai in quel letto king size il primo impulso fu quello di sbirciare fuori dalla finestra per assaporare i colori della città: che delusione trovare solo toni grigi! Almeno la sera precedente lo skyline assumeva dallo schermo della reflex digitale un bel rosa pastello.
Ci ricorderemo sicuramente dello sbalzo termico tra la lobby e l’area pool. L’umidità che mi arriccia i capelli lisci, ma solo i miei, perchè quelli delle indigene sembrano immuni a qualsiasi tasso d’umidità: sono sempre belli, setosi e dritti come spaghetti.
La camera, una Superior, prenotata al Prince Palace di Bangkok (4 stelle), l'abbiamo pagata solo 17 euro a camera a notte, colazione intercontinentale compresa!
Non abbiamo risentito di alcun fuso orario cosicchè ci siamo alzati colmi di energia e buone aspettative.
Il primo mezzo broglio/pacco/fregatura lo prendiamo da un taxista che probabilmente era l’unico in tutto il paese a rispettare il meter senza che gli venisse richiesto.

Hotel Prince Palace. Camera Superior. 
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Hotel Prince Palace.
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sabato 18 settembre 2010

Minitour della Sicilia

Palermo, sono le 14 di un caldo pomeriggio di fine settembre. Da bravi turisti armeggiati di cartina e guida ci inoltriamo nelle strette viuzze della zona più baldanzosa della città. Un piccolo inceppamento mentale ci costringe a chiedere informazioni al primo passante: il destino ci manda Pietro, la miglior guida che mi sia mai capitata di incontrare. Uomo colto, doppia laurea in lettere e giurisprudenza, nullafacente secondo lui, evidentemente di famiglia facoltosa, estremamente sensibile all’arte e alla storia. Parteggia spudoratamente per Sebastiano, maschilista ma educato anche nei miei confronti. Ci accompagna per tutto il pomeriggio a visitare tutta la zona di Palermo che comprende la Vucciria, Ballarò, i Quattro Canti spingendoci allo stremo delle nostre forze fino alla Cattedrale. Tutte zone già viste un paio di ore prima ma con occhi diversi, distratti, atti solo a cogliere ciò che di più appariscente ci attirava. In realtà osservando bene, con gli occhi e con il cuore, Palermo offre migliaia di piccoli gioielli nascosti in ogni angolo.
Nei 2 giorni di soggiorno a Palermo visitiamo anche il Duomo di Monreale, a pochi chilometri dalla città, raggiungibile con l'autobus urbano. Volevamo visitare anche le catacombe dei Frati Cappuccini ma capitiamo li proprio il giorno di chiusura (domenica).
 
Palermo, il quartiere della Vucciria
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Palermo, il quartiere della Vucciria
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Palermo, il quartiere della Vucciria
Lasciata Palermo ci dirigiamo verso Alcamo dove, a causa di un disguido sorto con il proprietario del B&B, ci fermiamo solo un giorno. Sarebbe comunque stata una meta di appoggio per esplorare la zona, quindi decidiamo di cercare alloggio altrove. Capitiamo a Custonaci dove troviamo un B&B molto carino e a prezzo contenuto.
Dedichiamo un paio di giorni all'esplorazione della zona: San Vito lo Capo, dove assistiamo al Festival Internazionale del Cous Cous, la Riserva dello Zingaro dove troviamo un mare eccezionale e sentieri naturalistici molto interessanti, il grazioso paese di Erice, abbarbicato sulla montagna dove la sera abbiamo trovato una temperatura quasi invernale (vi consiglio di portarvi dietro una giacca), le saline di Trapani dove abbiamo visto una signora rubare sacchetti interi di sale e visitato il vecchio museo. Fate attenzione che a Scopello occorre pagare per entrare in paese in più non si possono fare ne fotografie ne video. Questo evidentemente per preservare i diritti di immagine, perché si dice che sia una zona di proprietà privata. Noi ci siamo quindi rifiutati di entrare e abbiamo ammirato Scopello dalla strada. Nel parcheggio attiguo ovviamente non sarete avvisati di questo, quindi pagherete 1 euro anche se poi decidete dopo 5 minuti di tornare a riprendervi la macchina.

La Riserva dello Zingaro
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Scopello
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Prima del trasferimento nella parte meridionale dell'isola ci fermiamo ad ammirare la vecchia Segesta, l'antica città, a una decina di chilometri da Alcamo, non più abitata, fondata dagli Elimi.
Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina.
Dopo Segesta non possiamo farci mancare Selinunte, antica città greca, affacciata direttamente sul mare. La visitiamo a piedi, anche se volendo si possono noleggiare delle piccole jeep per arrivare fino all'Acropoli. Ve le consiglio solo se avete poco tempo o non siete particolarmente in forma per affrontare alcuni chilometri sotto il sole.
La tappa successiva è la scala dei turchi, un luogo ancora poco visitato dai turisti perché poco reclamizzato ma di una bellezza unica. Si tratta sostanzialmente di una parete rocciosa di tipo scoglifero, che si erge a picco sul mare vicino a Porto Empedocle in provincia di Agrigento. Presenta una forma ondulata e irregolare, con linee non aspre bensì dolci e rotondeggianti. Il nome le viene attribuito dalle passate incursioni di pirateria da parte dei saraceni, arabi e turchi.
Ad Agrigento visitiamo nel tardo pomeriggio la Valle dei Templi: orario azzeccato sia per la scarsa portata di turisti, sia per la magnifica luce al tramonto. Ci fermiamo a dormire in un B&B molto carino e ben curato, prenotato il giorno prima tramite internet.

Selinunte
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Segesta
Segesta
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Selinunte
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Scala dei Turchi
Scala dei Turchi
Valle dei Templi
Valle dei Templi
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Valle dei Templi
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Nella seconda parte del nostro mini-tour in Sicilia ci siamo spostati ancora nella parte settentrionale dell'isola in quanto siamo stati ospiti degli zii di Sebastiano per un paio di giorni a Milazzo. Prima di arrivarci però abbiamo fatto tappa a Cefalù, graziosa cittadina balneare e al Santuario del Tindari, dove abbiamo potuto ammirare la Madonna bruna.
I giorni passati a Milazzo sono stati piacevoli e tranquilli, all'insegna del riposo e del relax. Una volta lasciata Milazzo abbiamo raggiunto l'ultima tappa del nostro tour: Taormina. Osannata e pubblicizzata in tutto il mondo, Taormina sorge su una collina a 206 m di altezza sul livello del mare, sospesa tra rocce e mare su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali unico per varietà e contrasti di motivi. Ne visitiamo il vecchio teatro romano e le viuzze ricche di negozi di medio-alta borghesia, fino ad arrivare al famoso terrazzo, da dove si può godere di un fantastico panorama della costa orientale. Una piccola sosta in spiaggia ai giardini Naxos per riposare un po' e in serata siamo in aeroporto a Catania a consegnare l'auto e imbarcarci sul volo diretto per Milano.

ALCUNI SUGGERIMENTI
Durante il tour della durata di 9 giorni abbiamo alloggiato sempre in B&B, l'unico abbastanza disonesto per il comportamento lo abbiamo trovato ad Alcamo, dove il proprietario ci ha affittato l’abitazione senza lenzuola ne asciugamani quando in realtà sul sito le davano per comprese. Ce ne siamo andati il giorno dopo pagando ovviamente solo per una notte. 
Se noleggiate l’auto raccomando di controllarla bene prima di ritirarla.
L’autonoleggio ammette graffi e piccoli danni che non superino i 3 cm di dimensione.

Ecco il video del nostro tour di 10 giorni in Sicilia a settembre.
Il video è visibile anche direttamente in youtube al link


giovedì 13 maggio 2010

Primavera di Praga

Ecco il video del week end a Praga insieme a Sebastiano come suo regalo di laurea.
Il video è visibile anche a questo link


sabato 27 marzo 2010

Galleggiare sul Mar Morto

Era una delle tappe da me più attese e desiderate il Mar Morto e devo dire che non mi ha deluso affatto. A parte il posto dove ci hanno portato, ovviamente il più economico, ma per il resto è stato uno spasso! Il primo ad immergersi è stato Dario, poi a seguire Raffi. L'acqua è gelida dicono, ed io che proprio il freddo non lo sopporto sto pensando di disertare...Ma poi penso "E quando più mi ricapita di venire fin quaggiù a galleggiare sul Mar Morto?" Mai... e allora su un po' di coraggio e via! Ma non ci si può tuffare perché la salinità di questo mare è talmente elevata che non permette di andare sott'acqua. Anche nuotare è quasi impossibile.
Dopodiché ci spostiamo nella zona fanghi per impaltanarci di qualche non so che sostanza nera come la pece. Talmente nera che il nostro amico Franco non ci riconosce più e pensa che ce ne siamo andati!!! Di corsa va a cambiarsi quel ridicolo costumino alla Fantozzi ed eccolo lì, pronto e scattante come al solito, già in prima linea per andare via...Ma dove vai Franco?!?!... rilassati!!! Intanto i fanghi ci rendono delle marionette di gesso, i movimenti sono robotizzati ma i risultati eccellenti: pelle liscia e morbida come il culetto di un bambino!



I fanghi del Mar Morto

La fifona ha freddo!





giovedì 25 marzo 2010

Amman e i castelli del deserto

Il lungo trasferimento per Amman prevede delle fermate in luoghi significativi sparsi qua e là nel centro della Giordania.
Attraversiamo l'immenso Wadi Mujib, un parco naturale unico nel suo genere, poiché si trova a 400 metri al di sotto del livello del mare. Una profonda gola spacca in due la roccia arenaria attraversata da un fiume, per arrivare a Kerak dove sorge un'antica fortezza.
Tappa successiva, il Monte Nebo, uno dei più importanti siti cristiani in Giordania. Reso importante anche perchè nel marzo del 2000 Papa Giovanna Paolo II pellegrinò proprio qui in Terrasanta.
E Finalmente Amman, la capitale della Giordania. Cittadina sorprendentemente tranquilla in termini di sicurezza e comunque piacevole da girare anche a piedi. Visitiamo il Teatro Romano e la Cittadella, dopodichè ognuno è libero di andare dove vuole. Noi andiamo a prendere un thè in un locale: io, Raffaella e Carla eravamo letteralmente scrutate da capo a piedi. Qui è proprio inusuale (e probabilmente anche di cattivo costume) che delle donne vadano al bar mescolandosi tra gli uomini! Il proprietario del locale ci ha pertanto fatto accomodare sulla terrazza del palazzo lontani da tutta la gente locale. Trovo un bel regalo da portare a Seba ma destino vuole che lo dimentico sul taxi mentre andavamo a cena. Momenti di panico quando, finita la cena, prendiamo un altro taxi ma questo non capisce proprio dove si trovi il nostro hotel: si stava quasi arrabbiando e credevo proprio che ci avrebbe fatto scendere e mollato in strada improvvisamente.

Amman
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Amman, la Cittadella
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Wadi Mujib
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Il giorno seguente è dedicato al giro dei Castelli del deserto, due dei quali costruiti nell' VIII secolo dagli Omayyadi nei pressi dell'attuale confine con l'Iraq. I tre castelli sono, in ordine di vicinanza rispetto rispetto ad Amman: il Castello di Kharana, il Qusayr Amra e il Castello del Walid. A dire il vero erano più palazzi che fortezze vere e proprie, poiché gli Omayyadi erano stati in origine mercanti beduini e volevano apparire come "principi del deserto" agli occhi dei beduini. Utilizzavano questi palazzi per dar sfogo alla loro voglia di festeggiare, mangiare e bere talvolta insieme anche a donnine.


Castello di Kharana
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Qusayr Amra
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Jerash: la Roma d'Oriente

Jerash è la seconda meta turistica più visitata della Giordania dopo Petra. L’antica città di Jerash è abitata ininterrottamente da oltre 6.500 anni e visse il suo periodo di massimo splendore sotto il dominio dei Romani. Oggi è una delle città di epoca romana meglio conservate al mondo.
Sepolta per secoli sotto la sabbia, prima di essere riscoperta e restaurata negli ultimi 70 anni, l’antica Gerasa costituisce una splendida testimonianza della grandezza e delle caratteristiche dell’opera di urbanizzazione condotta dai Romani nelle provincie dell’impero in Medio Oriente: strade lastricate, colonnati, templi in cima ad alture, meravigliosi teatri, spaziose piazze pubbliche, bagni termali, fontane e mura interrotte da torri e porte cittadine.
Dedichiamo a Jerash un intero pomeriggio. Entrando subito si incontra l'Arco di Adriano, oltrepassato il quale si trova l'ippodromo dove ogni giorno hanno luogo spettacoli in costumi tradizionali. Poi si arriva al foro ovale e il cardo Massimo. A seguire si trova la via colonnata, il tempio di Giove e molti altri scavi di cui onestamente non ricordo il nome.




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Escursione al Wadi Rum: 33 euri no!

Il Wadi Rum è una meta imprendibile per chi si reca in Giordania, ma venire truffati proprio da chi ti ha venduto la vacanza non ci piace proprio! L'agenzia proponeva infatti 2 ore di escursione in jeep nel deserto per la "modica" cifra di 33 euro a persona, ma io, avendo studiato anticipatamente la guida e letto molte recensioni di altri viaggiatori, ero a conoscenza del fatto che al centro visitatori all'entrata del Wadi Rum proponevano la stessa identica escursione per 35 dinari (circa 35 euro) a jeep!!! E nella jeep ci stanno 6 persone…!! In quattro e quattr'otto raggruppo il numero massimo che ci serve per formare una vettura completa, espongo chiaramente la fregatura dell'agenzia e tutti sono con me! Ci fermiamo alla prima tappa e pensate un po' chi incontriamo? Gli altri componenti del gruppo che, inconsapevoli del prezzo spropositato che sono andati a pagare, hanno scelto di effettuare ugualmente l'escursione. Quando Elias, la nostra guida, ci ha visto scendere da un'altra jeep è sbiancato (è dura sbiancare per un giordano!!) però sotto sotto era fiero/contento di noi che non ci siamo fatti fregare come gli altri... E ovviamente quando tutti hanno saputo il prezzo pagato da noi sono cominciati i malumori...Svegliatevi gente, svegliatevi!!!

Wadi Rum
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Wadi Rum
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