venerdì 12 agosto 2011

L'Alhambra di Granada

Il pullman per Granada parte dal terminal dei bus difronte alla stazione ferroviaria a metà mattina. Abbiamo tutto il tempo di fermarci a fare colazione con dei fantastici churros (frittelle da inzuppare nella cioccolata calda). In poco meno di 2 ore siamo a Granada, usciamo dalla stazione e prendiamo un bus per il centro città e fortuna vuole che scendiamo proprio di fronte al nostro "hotel". Le virgolette sono d'obbligo vista la sistemazione che ci hanno dato: camera piccola, pulizia al minimo indispensabile, ventilatore più che rumorosissimo, con vista camera di fronte a....vabbè devo continuare? La cosa più spettacolare comunque era lo specchio deformante, almeno ci siamo fatti quattro risate. L'hotel Montecarlo si trova in pieno centro, prezzo 30 euro per camera a notte.

Granada, quartiere Albaicin
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Lo specchio deformante


Passeggiamo su e giù per l'arteria principale della città, seguiamo indicazioni della Lonely per andare a spizzicare delle fantastiche tapas in un posto affollatissimo anche dalla gente del posto dove tutti urlano e anche tu devi urlare e sgomitare per farti servire....ebbene sia!!! Seba però non rimane molto contento del suo lunch...io si e anche tanto! Fantastiche le tapas e il prosciutto crudo, da provare sicuramente.
Granada è il capoluogo dell'Andalusia e a parte l'Alhambra non c'è nient'altro di spettacolare da visitare. Certo è carina ma non merita più di 1-2 giorni di sosta.
Capitolo a parte per l'Alahmbra appunto che da sola vale il viaggio.
Etimologicamente, Alhambra in arabo è "al-Hamrā'" (la Rossa, الحمراء), dal momento che il suo nome intero era Qalˁat al-hamrā' (Fortezza rossa).
Secondo talune versioni il nome veniva dal colore rosato delle mura che circondavano l'Alhambra. É una vera città murata che occupa la maggior parte del colle della Sabika. Lo stile granadino nell'Alhambra rappresenta il punto supremo raggiunto dall'arte andalusa.
Il Comitato del patrimonio mondiale dell'UNESCO ha dichiarato l'Alhambra e il Generalife di Granada Patrimonio Culturale dell'Umanità. Non mi dilungo a raccontare tutta la storia dell'Alhambra perchè la si può leggere in qualsiasi guida o fonte da internet.
Per visitarla ho dovuto prenotare i biglietti 3 mesi (è il massimo) prima via internet direttamente dal sito www.alhambratickets.com dove ho dovuto scegliere la fascia oraria alla quale presentarci al Palacios Nazarios. Arriviamo li in orario accettabile, verso le 9, e c'è già una gran fila per prendere biglietti. Assisto ad una scena di una signora italiana che esprimeva il suo malcontento in uno spagnolo misto inglese mal parlato perché secondo lei era inconcepibile che era arrivata alle 8 e i biglietti erano già tutti finiti!!! Risposta del tipo (sarei volentieri intervenuta per metterla a tacere) che ovviamente le spiega che siamo in pieno agosto e c'è gente che fa la fila dalle 4 di mattina e che la maggior parte di gente prenota il biglietto già mesi prima....cosa cavolo pretende questa?!?!!? Comunque alla fine me ne frego e mi dirigo bella e felice a riscuotere il mio biglietto direttamente allo sportello automatico: basta inserire la carta di credito con cui hai comprato i biglietti et voilà ticket in mano in 5 minuti. Entriamo che sono le 9.30, usciamo alle 14.30 accaldati e stanchi, ma soddisfatti. Peccato solo che la cosa più bella da vedere nel Palacios Nazarios, cioè la fontana con i leoni, era in via di restaurazione... :(

Alhambra, il Palacios Nazarios
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Alhambra, il Palacios Nazarios
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Alhambra, il Palacios Nazarios (lavori in corso alla fontana dei leoni)
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Alhambra
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Alhambra, Generalife i giardini
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mercoledì 10 agosto 2011

Il mio amore è nato a Malaga

Non sono pazza, ma quando penso a Malaga mi viene sempre in mente questa canzone. E da questa città, che in molti considerano bruttina, è iniziato il nostro tour in Andalusia e Marocco.
Sfatiamo le maldicenze: Malaga è bellina, direi più carina di Granada per lo meno. Ci arriviamo di sera con un volo diretto da Milano Malpensa. Ci arrangiamo prendendo il bus per la città, poi camminiamo per un paio di chilometri fino a raggiungere il nostro hotel in pieno centro (Hotel Carlos V 30 euro a persona a notte). La camera è pulita e ben accessoriata. In televisione danno un programma fico che dovrebbero trasmettere anche in Italia, si chiama "1000 modi stupidi per morire" e ti fanno vedere fatti davvero accaduti di morti assurde, che sfiorano l'ilarità anche se poi il pensiero della morte non fa così ridere...
Andiamo subito a mangiare, sono quasi le 23 e non vorremmo restare a bocca asciutta. Seba preso dalla fama incappa in una delle tante trappole per turisti, un ristorantino con sedie di plastica, tovaglie sporche e personale poco disponibile. E non parliamo del cibo. Ok, da domani decido io dove ci fermiamo a mangiare!
Il giorno dopo lo dedichiamo completamente alla scoperta della città, dalla spiaggia alla piazza principale.
Prima tappa la spiaggia di Malagueta, non fantastica ma ideale per un piccolo relax. Poi ci facciamo una passeggiata lungo il Paseo Maritimo e esploriamo le viuzze del centro. Una giornata da turisti, piacevole e tranquilla.



Spiaggia La Malagueta
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Malaga by night
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sabato 4 giugno 2011

Siena e le crete senesi

Passiamo la giornata visitando Siena (che avevo già visto nel lontano '94 ma di cui non ricordavo assolutamente nulla) e la zona limitrofa, devo dire uno dei paesaggi italiani più belli che abbia mai visto.
Con il pretesto di aver parcheggiato molto lontano, fuori dalle mura, facciamo proprio un bel giro per i vicoli più nascosti della città, visitiamo il Duomo fino a sbucare nell'ormai affollata e turistica piazza del Campo con la sua Torre del Mangia. É comunque sempre un bello spettacolo.





Torre del Mangia a Siena
Duomo di Siena
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Nel pomeriggio percorriamo la stessa strada di ritorno passando per le crete senesi che sono semplicemente spettacolari. La zona presenta un caratteristico paesaggio collinare, pressoché spoglio di vegetazione, dove si alternano in modo molto suggestivo calanchi e biancane che, a tratti, sembrano costituire un paesaggio lunare. Faccio guidare Seba (come d'altronde per tutto il viaggio) cosicchè io possa continuamente scendere dall'auto per scattare a raffica.
La sera decidiamo di mangiare nel ristorante della fattoria. Seba vuole assaggiare la fiorentina, ci portano il menù e legge.... fiorentina 12,50 euro...mmmm....mi viene qualche dubbio...ma non si fa mancare niente e prende anche patatine. Mangiamo, tutto buono, beviamo, vino ottimo (d'altronde è di produzione artigianale), ridiamo e scherziamo, poi ci portano il conto....e non ridiamo più!!!! Cazzo solo la fiorentina è costata 54 euro!!!! Ma come dice Seba? Spiegazione: sul menù c'era scritto 12 Euro 50 grammi = 450 grammi = 54 euro. Dopo uno sconforto iniziale inizio a ridere, ma quanto rido ahahahaha se ci penso rido ancora!!!

Crete senesi
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Crete senesi
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Crete senesi
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Crete senesi
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati

Costo totale del week end a persona:
Fattoria 37,50 euro x 2 notti colazione compresa
benzina e autostrada: 60 euro
cene e pranzi: ca. 40 euro al giorno in media

venerdì 3 giugno 2011

Volterra e la delusione di Twilight

Poca strada ci divide da Volterra, che raggiungiamo nella tarda mattinata. Pensavo di poter trascorrere qui tutta la giornata ma alla fine le cose da vedere non sono molte. C'è il duomo, la piazza, il borgo, tutto bello certamente ma nulla di sconvolgente. Nemmeno un piccolo riferimento alla saga di Twilight, che delusione per me grande fan :( ps. Ho saputo solo in seguito che la saga non è stata per niente registrata a Volterra!
Il borgo però è carino, tipico italiano vecchio stile, esistono ancora le botteghe alimentari e il calzolaio! Ci facciamo fare due focaccine ripiene di prosciutto crudo....mmmm che bontà! Il sole di mezzogiorno però è fastidioso, ci trasciniamo per le viuzze senza meta, un po' ci annoiamo e allora decidiamo di dirigerci verso l'auto passando dal parco. Giusto il tempo di arrivare in macchina e si scatena l'ennesimo temporale.


Colline senesi
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
La mia Torre di Pisa 
 2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
 
Quando arriviamo alla Fattoria Casabianca rimaniamo allibiti: ettari ed ettari di terreno (oltre 650), nel territorio abitato una volta dagli Etruschi dove boschi e macchia mediterranea costituiscono l'habitat naturale di cinghiali, daini, caprioli, istrici, e poiane e dove i vigneti dipingono dolci colline.
In questa enorme fattoria ci sono cinque antichi Casali del 1200 ristrutturati rispettando l'identità architettonica originale. Accanto alla reception si trova una sala a disposizione degli ospiti per degustazioni o meeting in una calda atmosfera. Ed è proprio in una di queste sale che si consumerà una vera e propria tragedia....

La vista dal nostro Casale
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Il nostro Casale
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Il nostro Casale
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L'entrata della fattoria
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Fattoria Casabianca
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giovedì 2 giugno 2011

Un fantastico week end nei colli senesi

Circa 6 mesi fa abbiamo acquistato tramite Groupon.it un'offerta che comprendeva 2 pernottamenti con colazione inclusa per 2 persone in camera standard in una fattoria toscana a soli 75 euro in totale.
Abbiamo scelto come week end di partenza quello del 2 giugno, festa sia in Italia che in Svizzera, così aggiungendo il venerdì di ponte ci siamo fatti 4 bei giorni in Toscana.
Così abbiamo pianficato il nostro mini tour: un giorno a San Gimignano, uno a Volterra, uno nella zona dei colli senesi o comunque in fattoria a riposarci e l'ultimo a Siena.
Ma andiamo con calma.
Partiamo di buon'ora e raggiungiamo la nostra sistemazione a San Gimignano nel primo pomeriggio. Avevo prenotato un B&B all'interno delle mura a 60 euro a notte, ma la delusione per la sistemazione è stata tale che non ricordo nemmeno il nome. Passiamo il pomeriggio esplorando questo bell'antico borgo che avevo già visitato nel lontano '95 in occasione di una gita scolastica ma di cui non ricordato pressochè nulla.
Ogni tanto piove, quindi facciamo spesso tappa in camera o sotto qualche porticato a riposarci. Troviamo anche un ristorante consigliato sia dalla guida che dai locali. Ok prenotato per la sera!


Scorcio di San Gimignano
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Scorcio di San Gimignano
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Dante
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San Gimignano by night
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati

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venerdì 11 marzo 2011

Ritorno a Bangkok

L'ultimo giorno a Bangkok è dedicato interamente allo shopping. Vorremmo andare al mercato galleggiante ma si trova a 80 km a ovest di Bangkok e non abbiamo voglia di "sbatterci" così tanto. Ci rechiamo quindi al mercato del fine settimana di Chatuchak, il mercato all'aperto più grande al mondo. Una bolgia infernale di gente, profumi, puzze, voci. Qui si trova di tutto ma il mercato è famoso per i capi d'abbigliamento tarocchi, le scarpe e gli oggetti per la casa. Non resistiamo più di un paio d'ore in questa sorta di inferno così decidiamo di ritornare al tempio dello shopping per eccellenza: l'MBK. Gli ultimi regali, gli ultimi acquisti personali e alle 19 dopo aver usato metropolitana, skytrain e taxi facciamo ritorno in hotel. Una doccia, una cena pessima e a letto alle 22. Domani la sveglia è alle 3.30: destinazione Milano. Scalo a Dheli dove a Seba sequestrano peperoncino e accendino: praticamente i regali per i genitori. Una cosa in più da imparare: in India alcune spezie non sono ammesse, l'accendino....beh quello si sapeva!!!

Traffico infernale alla fermata della metro di Chatuchak
 
Meglio non perdersi di vista in mezzo a questo fiume di gente

Il mercato di Chatuchak
Dobbiamo tornare :( demenziali


Costo totale della vacanza 16 giorni tutto compreso (anche volo ed extra personali): per me 1580 euro, per Seba nemmeno 1500 euro.
Buona Thailandia a tutti.

giovedì 10 marzo 2011

Phi Phi Island, finalmente in paradiso!

Il traghetto impiega quasi due ore per la traversata. Ci addormentiamo e quando si risvegliamo siamo catapultati in un mondo che, apparentemente, più che un paradiso sembrerebbe il girone dell'inferno. Centinaia di persone, una più spaesata dell'altra; centinaia di indigeni che accolgono i clienti dei rispettivi hotel o che ne cercano di nuovi: è il caos totale! Ma non lasciatevi ingannare è solo l'impressione di un insolito impatto iniziale, il resto è semplicemente meraviglioso. Troviamo subito il nostro corrispondente che carica tutte le valige su un'enorme cariola e ci conduce all'Hotel Phi Phi Casita prenotato via internet prima di partire (www.ppcasita.com). Subito alle spalle della spiaggia di Ao Lo Dalam questa elegante imitazione di un villaggio di pescatori è costituita da piccoli bungalow in legno sorti da una superficie fangosa tutta ricoperta di fiori. Troviamo che sia un'ottima sistemazione con un buon rapporto qualità/prezzo.
Nell'attesa del check-in approfittiamo della piscina per un bagno rigenerante, dopodichè una breve passeggiata per orientarci meglio nel piccolo ma intricato paese e dulcis in fundo un rilassante thai massage.
Ko Phi Phi è sorprendente. Le sinuose spiagge, le baie tranquille e le meravigliose scogliere di roccia calcarea richiamano viaggiatori da tutto il mondo. Ko Phi Phi Don fa parte del Parco Nazionale Marino di Ko Phi Phi che comprende anche la vicina isola di Phi Phi Leh.

Nella piscina del Phi Phi Casita Hotel
I bungalow del Phi Phi Casita Hotel
In giro per il piccolo paese dell'isola

Il giorno dopo lo passiamo in barca facendo il giro completo dell'isola, fermandoci nei punti più interessanti: visitiamo le fish cave, facciamo snorkeling nella laguna di Pilah poi con una canoa ci facciamo portare ad una scaletta che fa da accesso a Maya Beach sul lato opposto dell'isola. Qui è stato girato il film "The Beach" con Di Caprio e da allora l'afflusso turistico è aumentato notevolmente. Dovrebbe infatti essere un posto spettacolare ma le centinaia di persone ne deturpano il paesaggio e la quiete. Ci fermano giusto il tempo di renderci conto che non è il posto ideale per noi, scattiamo un paio di fotografie e torniamo indietro, ci ributtiamo in mare e risaliamo in barca.

Fish Cave
2011
© Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Naufraghi a Maya Beach
Maya Beach
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati

Proseguiamo il tour ma dobbiamo tornare al molo perchè c'è una signora che non sta bene, vomita a go-go! Andiamo a fare snorkeling nella parte orientale dell'isola. Io incontro non poche difficoltà dovute alle forti correnti e non riesco a far rientro da sola. Sebastiano cerca di aiutarmi ma poi interviene un uomo misterioso che mi prende per un braccio e inizia a trascinarmi: sarà incoronato il mio eroe. Di lui ricordo solo che aveva le mani ruvide anche sott'acqua, per poi scoprire che era un giovane cinese! Ci fermiamo a Bamboo Island e a Monkey Beach. Qui inizia a piovere, un forte temporale che ci costringe a fermarci proprio in mezzo all'oceano, la visibilità è nulla. C'è un ragazzo che ad ogni tuono si tappa le orecchie tutto spaventato ed è lo zimbello della barca, ogni volta non possiamo intrattenerci del ridergli in faccia. Che uomo codardo!!!
Una fresca Singha bevuta in spiaggia con la luna piena e gli spettacoli di fuoco concludono la giornata.

A Bamboo Island
Bamboo Island
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Monkey Beach (nessuna scimmia avvistata)

Trova il gatto....e buon appetito!!!
Spettacoli con i fuochi sulla spiaggia

Il mattino seguente con un taxi boat raggiungiamo Hat Yao detta anche Long Beach. Si arriva in boat tail per pochi bath o con una passeggiata di 45 minuti attraverso i sentieri della jungla. La spiaggia è fantastica e molto meno affollata di quelle di Tonsai. É un posto da sogno ma come tutti i sogni ogni tanto è interrotto da qualche imprevisto. Un improvviso temporale ci costringe a rifugiarci in un ristorantino sulla spiaggia dove ne approfittiamo per pranzare aspettando che smetta. Ma il tempo non migliora così decidiamo di ritornare al villaggio di Tonsai dove esploriamo viuzze ancora sconosciute, facciamo un bagno in piscina con un nuovo temporale in arrivo e finiamo per riposarci nel nostro bungalow fino all'ora di cena.

Long Beach
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Long Beach
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Long Beach
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati



Il giorno seguente ritorniamo a Long Beach ma stavolta camminando attraverso la jungla. La giornata è ottima e oggi si può dire che siamo veramente in paradiso! Il tempo trascorre tra rinfrescanti bagni nelle tiepide acque dell'oceano e pennichelle sotto la palma. Io mi ustiono. Seba si abbronza.

Long Beach
2011 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Pausa sul sentiero che dal paese di Tonsai porta a Long Beach


domenica 6 marzo 2011

Da Pai a Chiang Mai

La prima fermata del giorno è il tempio di Na Hoo a circa 2 km di distanza da Pai. Ospita una statua sacra del Buddha che pare abbia trasudato una volta dalla testa dell'acqua benedetta. Questo luogo è frequentato principalmente da thailandesi ed ha anche un piccolo mercato.
Abbiamo imparato come si prega nella religione buddhista: ci si inginocchia, si giungono le mani in segno di preghiera appoggiando le dita nello spazio che si trova tra gli occhi e poi ci si inchina appoggiando le mani a terra, questo per 3 volte. Facciamo delle offerte ai monaci e in cambio veniamo benedetti e purificati dal vecchio saggio monaco. Tutti peccati commessi nella vita passata e in quella presente ci vengono cancellati. Magari fosse vero!!!
Le offerte ai monaci possono essere di vario tipo, medicinali, soldi, cibo, insomma tutto quello che può servire ai religiosi per mantenere loro stessi e il tempio dove vivono per tutto il giorno, tutta la vita.

Anche quando ci si siede mai rivolgere i piedi diretti al Buddha
Il vecchio monaco che ci ha benedetto
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
Il tempio Na Hoo a Pai
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati

Dal sacro al profano: ci fermiamo a bere in quello che viene considerato il miglior bar della città, il "Pai in love", un caffè che sorge su di una collina panoramica, molto affollato ma soprattutto frequentato da molti turisti.
Un paio di ore di auto e un gran senso di nausea per me dovute alle famose 272 curve e siamo di ritorno a Chiang Mai.
Il nostro volo è in serata quindi abbiamo a disposizione tutto il pomeriggio. Ci facciamo allora portare a visitare il centro di Orchidee e Farfalle, al Tiger Kingdom dove però ci rifiutiamo categoricamente di entrare, ai vari negozi di artigianato locale, alla fabbrica della seta thialandese, della seta dei paesi vicini India e Pakistan, alla fabbrica del cotone, a quella dell'argento...insomma dopo tutte quelle fabbriche non ne possiamo più e ci facciamo portare in aereoporto.
Salutiamo definitivamente Tom lasciandogli una lauta mancia. Non lo rivedremo  ne sentiremo mai più nonostante il consueto "ci becchiamo in facebook" o "ci scriviamo per mail".

2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati
2010 © Giovanna Puccia. Tutti i diritti riservati

Dopo l'ennesimo ritardo thailandese (un paio d'ore in totale) tocchiamo il letto del mediocre Twin Inn Hotel di Phuket alle 2 del mattino. Ma a quel prezzo, poco più di 15 euro a camera per notte, va bene.
Per fortuna passano poco più di 6 ore in quel posto rifilatoci da quel gentile signore che all'aeroporto all'una di notte riesce a convincere chiunque che il suo hotel sia il migliore e il più vicino al molo (peccato che scopriremo l'indomani di dover fare almeno 5 km!!).
Dopo un'estenuante trattativa con un'autista di tuc tuc arriviamo al porto dove ci imbarcano subito sul traghetto per Phi Phi Island.


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